Per deep web o web sommerso s'intende l'insieme dei dati che non sono reperibili in rete attraverso i comuni motori di ricerca come Google o Yahoo.
Secondo varie ricerche condotte negli ultimi anni, solo il 4% circa delle pagine Internet esistenti farebbero parte del 'Web in chiaro' e quindi, sorprendentemente, la maggior parte delle informazioni corrono in un mondo sommerso, raggiungibile solo facendo ricorso a programmi come "Tor" e "Freenet".
Tuttavia, non si creda che l'accesso a tali software sia riservato agli esperti di informatica, perchè, per esempio, è sufficiente connettersi al sito https://www.torproject.org/ per scaricare il relativo programma e cominciare a navigare in anonimato 'nella parte oscura del Web'.
Abbiamo specificato 'in anonimato', proprio perchè il principio ispiratore del progetto Tor come di quello Freenet è appunto quello della difesa della privacy, per garantire ai navigatori Internet la massima protezione possibile della propria identità e libertà contro intrusioni esterne.
Naturalmente, il rovescio della medaglia è che i criminali più evoluti fanno ormai largo uso del web sommerso per avviare e gestire attività illecite, come il traffico di armi, di droga, di valuta falsa, di materiale pedopornografico, ecc.
Alla base di tutte queste attività c'è una moneta di scambio virtuale, o meglio, elettronica, chiamata 'bitcoin' e inventata da un certo Satoshi Sakamoto nel 2009, il cui valore rispetto al dollaro o all'euro è soggetto a variazioni.
Abbiamo specificato 'in anonimato', proprio perchè il principio ispiratore del progetto Tor come di quello Freenet è appunto quello della difesa della privacy, per garantire ai navigatori Internet la massima protezione possibile della propria identità e libertà contro intrusioni esterne.
Naturalmente, il rovescio della medaglia è che i criminali più evoluti fanno ormai largo uso del web sommerso per avviare e gestire attività illecite, come il traffico di armi, di droga, di valuta falsa, di materiale pedopornografico, ecc.
Alla base di tutte queste attività c'è una moneta di scambio virtuale, o meglio, elettronica, chiamata 'bitcoin' e inventata da un certo Satoshi Sakamoto nel 2009, il cui valore rispetto al dollaro o all'euro è soggetto a variazioni.
Per potere usare i 'bitcoin' ed acquistare dati, beni o servizi nel web sommerso e in particolare nei cosiddetti 'dark net markets', occorre crearsi un proprio portafoglio elettronico dove depositare tale danaro virtuale, trasferibile, a sua volta, in forma anonima e pochi sanno che in Italia esistono già ben cinque ATM con i quali è possibile effettuare prelievi e versamenti in 'bitcoin' e che prospera sempre più anche un circuito perfettamente legale di trasferimenti di bitcoin in cambio di beni e servizi.
Per quanto invece concerne le attività illegali che nel web sommerso aumentano purtroppo ad ogni istante, in Italia va menzionata la recente "Operazione Babylon" portata brillantemente a termine dalla polizia postale e che ha portato alla luce circa 170.000. operazioni illecite condotte attraverso la rete 'oscurata' e 14.000 iscritti ad una community dove l'illegalità in molteplici forme era l'elemento in comune tra i suoi membri, i quali, in questo mercato criminale on line, acquistavano e vendevano di tutto, dal materiale pedo-pornografico alle armi, dalla droga ai libretti d'istruzione per aspiranti hackers.
Mentre a livello internazionale ha avuto grande risonanza la "Operazione Silkroad", a cura della FBI, che ha sbaragliato un enorme mercato anonimo e illegale di armi e droga perpetratosi dal 2011 al 2013, condannando all'ergastolo il suo creatore.
Ma ciò non ha fermato altri cyber-criminali e alla prima Silkroad è seguta Silkroad 2.0, scoperta e chiusa comunque anche questa nel 2014 dal Federal Bureau.
La guerra fra buoni e cattivi, come si capisce, resta aperta. E' stato infatti calcolato che per ogni sito illegale che le forze dell'ordine chiudono, ne vengono subito creati altri cinque.
Per quanto invece concerne le attività illegali che nel web sommerso aumentano purtroppo ad ogni istante, in Italia va menzionata la recente "Operazione Babylon" portata brillantemente a termine dalla polizia postale e che ha portato alla luce circa 170.000. operazioni illecite condotte attraverso la rete 'oscurata' e 14.000 iscritti ad una community dove l'illegalità in molteplici forme era l'elemento in comune tra i suoi membri, i quali, in questo mercato criminale on line, acquistavano e vendevano di tutto, dal materiale pedo-pornografico alle armi, dalla droga ai libretti d'istruzione per aspiranti hackers.
Mentre a livello internazionale ha avuto grande risonanza la "Operazione Silkroad", a cura della FBI, che ha sbaragliato un enorme mercato anonimo e illegale di armi e droga perpetratosi dal 2011 al 2013, condannando all'ergastolo il suo creatore.
Ma ciò non ha fermato altri cyber-criminali e alla prima Silkroad è seguta Silkroad 2.0, scoperta e chiusa comunque anche questa nel 2014 dal Federal Bureau.
La guerra fra buoni e cattivi, come si capisce, resta aperta. E' stato infatti calcolato che per ogni sito illegale che le forze dell'ordine chiudono, ne vengono subito creati altri cinque.